Happy World Photography Day!

Anche se sono immersa totalmente nella ricostruzione del mio catalogo fotografico (vedi post di ieri), volevo condividere con voi alcune foto per la Giornata Mondiale della Fotografia.

Non hanno un significato particolare, non le ho scelte per il soggetto o per quello che rappresentano.

Amo particolarmente Robert Frank, il cui lavoro ho potuto approfondire durante il corso “Seeing through Photography” tenuto dal MoMA su Coursera (https://www.coursera.org/learn/photography), e ho scoperto da poco Erns Haas, per caso.

Ernst Haas (Vienna 1921- New York 1986)

E’ considerato tra i fotografi più influenti del XX secolo e uno dei pionieri della fotografia a colori. Su invito di Robert Capa, si unì all’agenzia Magnum, di cui divenne poi anche Presidente, lavorando a stretto contatto con Henri Cartier-Bresson e Werner Bishof. Nel 1986, anno della sua morte, ricevette il premio Hasselblad.

Per altre informazioni e per vedere alcuni dei suoi lavori: http://www.ernst-haas.com/estate.html

 

 

Robert Frank (Zurigo 1924-)

E’ un fotografo e registra svizzero emigrato (nel 1974) negli Stati Uniti e qui naturalizzato statunitense. La sua biografia è veramente interessante, ma dato che è anche piuttosto lunga, vi lascio un link per andarvela a leggere con calma (e se ne avete voglia) Cult Frame

Ricordo solo che nel 1959 riuscì – dopo diverse difficoltà a trovare un editore consenziente – a farsi pubblicare il libro fotografico “The Americans”, che avrebbe segnato un punto di svolta nella storia della fotografia del XX secolo, che è considerato l’apoteosi dell’indipendenza e integrità artistica.

Il mondo fotografico è stato in continua evoluzione durante tutti gli anni ’50, per la diffusione della stampa illustrata e della televisione, con cui il pubblico veniva a conoscenza del mondo attorno a sé.

Dagli anni ’60, però, anche i più giovani artisti erano diventati sospettosi delle riviste, perché potevano distorcere o diluire il loro lavoro e per questo preferivano pubblicare libri, nei quali avevano il completo controllo della selezione delle immagini, della loro sequenza e del contesto.

Su questo punto, è interessante l’articolo apparso sul blog del New York Times, a proposito del fotografo Gordon Parks e del saggio commissionatogli dalla rivista Life “Harlem Gang Leader” e di come il materiale scelto dalla redazione non tenesse conto delle scelte del fotografo o della sua opinione Lens Blogs NYTimes

Informazioni prese da “They like the real world”: Photographic Practices after “The Americans”. In Photography at MoMA: 1960-Now. The Museum of Modern Art, 2015, 20-23. (Non posso condividere direttamente l’articolo, perché è riservato agli studenti del corso Coursera.org sopra citato. Se vi iscrivete, comunque, è tutto gratuito, a meno che non vogliate anche il certificato finale).

 

 

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