Cookin’ Beuf – Il nocino di s. Giovanni

Per trovare la ricetta del nocino di s. Giovanni mi sono sciroppata mezzo internet, per poi arrivare alla conclusione che ci sono almeno nove ricette originali – sei delle quali attribuite ai frati, due alla nonna e una trovata in un antico manoscritto – e seicentoventi variazioni per cui devi far bollire le noci nell’acqua, non devi far bollire le noci nell’acqua, devi farlo macerare 3 giorni oppure 60, lo devi riporre in luogo buio oppure su una finestra al sole, ti devi vestire da Tartaruga Ninja o fischiettare la canzone dei Sette Nani mentre lo travasi.

Insomma, come per tante ricette della tradizione, non esiste il nocino. Esiste solo la botta di culo di aver scelto una ricetta buona, tra le seicentoventinove (tra originali e variazioni…) proposte.

Avevo trovato un sito che proponeva tutte le versioni originali (quello classico, quello dei frati, quello della nonna e pure quello modenese) oltre a diverse versioni e rielaborazioni più o meno fantasiose (della zia, al caffè, con la grappa). Arrivata a quello all’anice, mi aspettavo anche un rilancio mediterraneo con capperi e olive, ma forse non siamo ancora pronti.

Il tutto scritto con carattere dimensione lillipuziana.

Ho ceduto al tentativo di decifrare la seconda ricetta, dopo aver perso altre due diottrie per occhio.

Alla fine, quindi, come faccio di solito quando devo prendere una decisione importante, mi sono affidata all’istinto, ho chiuso gli occhi e ho chiesto a qualcun altro.

Ecco la ricetta, suggeritami dal mezzadro di Beufville e trovata su http://www.my-personaltrainer.it/Tv/Ricette/Liquori_grappe/nocino.html (Le Ricette di Alice).

Io avrei preferito qualcosa tipo www.ilnocinodifrateindovino.god oppure www.abrastacippa.sgnàus perché faceva più mistico, ma va bene anche così.

Tradizione vuole (e su questo sono d’accordo tutti) che le noci acerbe siano raccolte da mano femminile, per la precisione dalla donna più esperta nella preparazione di questo liquore, che deve salire scalza sull’albero. Un’immagine poetica, che spero non sia fondamentale per la riuscita della ricetta, visto che le noci le ha raccolte il mezzadro stesso (che non ha mai fatto un nocino in vita sua) indossando le scarpe antinfortunistiche.

Ingredienti

1 kg noci acerbe (n. 25)

3 pezzi di chiodi di garofano

2 pezzi di cannella

Scorza di limone non trattato

500 g zucchero

500 ml alcol 95°

1 l acqua

Info a caso

.Difficoltà: abbastanza facile**

Porzioni: dipende da quanto bevi…

Costo: medio (se le noci le rubi, anche basso)

Tempo di preparazione: 20 minuti + 3 giorni + 4 mesi

**per ora mi fido del sito. Devo ancora provare a farlo… 😀

Preparazione

Lavare ed asciugare le noci acerbe (raccolte, ricordo, il giorno di s. Giovanni: il 24 giugno (altrimenti non lo avrebbero chiamato Nocino di s. Giovanni, ne converrete).

Tagliarle in 4 parti, possibilmente utilizzando un coltello con lama in ceramica.

Mettere in una pentola le noci, gli aromi (chiodi di garofano, cannella e limone) e aggiungere tutta l’acqua. Portare a ebollizione e far cuocere 10 minuti. Spegnere il fuoco e coprire la pentola con un coperchio.

Lasciar macerare per 3 giorni.

Aggiungere lo zucchero e portare nuovamente il liquido a ebollizione e mantenerla per circa 10 minuti.

Spegnere il fuoco e lasciar raffreddare completamente, anche a temperatura ambiente. Una volta freddo, filtrare il liquido e aggiungere l’alcol.

Filtrare nuovamente e imbottigliare. Per eliminare tutte le impurità, si può inserire un foglio di carta assorbente all’interno del colino.

Lasciar riposare il liquore almeno 4/6 mesi prima di assaggiarlo. Agitare sempre la bottiglia prima di servirlo.

Nota:

Questa ricetta è diversa da quella “tradizionale”, che prevede la macerazione delle noci direttamente nell’alcol, per 40 giorni e solo dopo l’aggiunta di uno sciroppo fatto con acqua e zucchero.

Se volete vedere il video della ricetta, potete andare direttamente sul sito (vedi link proposto più in alto).